Lavorare la terra tra sfruttamento e agroecologia

Lavorare la terra tra sfruttamento e agroecologia


Date

Sun 11 May 2025

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11:30

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Parliamo di produzione di cibo, lavoro e il nostro ruolo di cittadin3, consumatrici, attivist3 in un contesto che è quello dell’agro-alimentare italiano caratterizzato negli ultimi trent’anni visto delle trasformazioni radicali che ci hanno chiamato in causa in quanto consumatrici, attivist3 o cittadin3. Le principali trasformazioni dagli anni anni ’80 in poi sono quattro: la prima riguarda la scomparsa delle aziende in particolare nelle aree interne o montane e la crescita della superficie delle aziende che invece restano sul mercato e quindi assistiamo ad un processo di concentrazione della terra; la seconda riguarda da un punto di vista marco il lavoro salariato che se da un lato diminuisce in assoluto aumenta però la presenza in questo segmento del mercato dei migranti; la terza riguarda la crescita e il consolidamento della grande distribuzione organizzata la quarta infine riguarda l’enfasi crescente alla qualità certificata o intrecciata con la rappresentazione del made in Italy e dei territori. Nella nostra presentazione concentreremo l’attenzione dapprima su un piano generale sulle filiere agricole e dunque ruolo del supermercato; poi guarderemo alle forme di intermediazione del lavoro nel nord e nel sud Italia e in particolare al ruolo e alla rappresentazione del ‘caporale’ e delle cooperative o soggetti terzi; e infine ci soffermeremo sulle forme di abitare migrante (ghetti, ma anche campi e centri di accoglienza) e sulla funzione che questi hanno nel ridurre i costi del lavoro migrante in agricoltura, connettendo produzione e riproduzione sociale. Le nostre conclusioni puntano a fornire una lente con cui guardare a questo settore e alle sue rappresentazioni per offrire infine degli spunti sulle possibilità di iniziativa individuale e collettiva a partire dal metodo dell’agroecologia e dell'orizzonte politico dell’autodeterminazione alimentare.


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Works - Festival del Lavoro
Works - Festival del Lavoro

Works – Festival del Lavoro è un ciclo di iniziative culturali dedicate all’analisi e alla narrazione del tema del lavoro nella società contemporanea. Promosso dalla Città di Vittorio Veneto, il festival torna dal 30 aprile al 10 maggio 2026 per la seconda edizione, proseguendo il percorso iniziato nel 2025 con il sottotitolo Fondati sul Lavoro.

Martina Lo Cascio
Martina Lo Cascio

Martina Lo Cascio insegna e svolge attività di ricerca nel Dipartimento Culture e Società dell’Università di Palermo, dove ha conseguito nel 2016 un dottorato in Sociologia economica. Nel 2018 ha lavorato per l’Istituto Universitario Europeo collaborando al progetto di ricerca “Is Italian agriculture a pull factor for irregular migration-and, if so, why?”. I suoi ambiti di ricerca sono il lavoro e le forme di agency dei migranti in agricoltura, la “Supermarket revolution”, la scienza radicata, le filiere alternative del cibo e l’agroecologia. Su questi temi, ha curato insieme a M. Perrotta e A. Corrado il numero monografico della rivista «Meridiana» dal titolo Agricoltura e cibo (n. 93/2018) e pubblicato nel 2022 un volume dal titolo “Agricoltura, lavoro e migrazioni in Sicilia” per la casa editrice PM Edizioni. Ha scritto, inoltre, diversi contributi in riviste italiane e internazionali.

Valeria Piro
Valeria Piro

Valeria Piro insegna Sociologia del Lavoro ed è ricercatrice all’Università di Padova. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Sociologia all’Università di Milano, e lavorato nelle Università di Bologna, Milano e Padova. Attualmente coordina il progetto “InMigrhealth – Investigating Migrant Workers’ Occupational Health”, che studia la salute delle lavoratrici e dei lavoratori migranti in agricoltura e nelle RSA. I suoi principali interessi di ricerca riguardano il lavoro migrante, le forme di agency del lavoro e il potere di mobilità, le pratiche di organizzazione attraverso sindacati di base e confederali. Ha scritto diversi articoli e capitoli di libro in riviste italiane e internazionali, e un volume dal titolo ‘Migrant Farmworkers in the Plastic Factories. Investigating Work-Life Struggles’ (2021) per la casa editrice Palgrave.