Tra il mare e la brughiera – racconti che lambiscono il presente da tempi lontani
Sun 26 April 2026
14:15
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Data e orario: 26 aprile 2026, ore 14.15, Sala Pirandello. Partendo dai suoi viaggi, la scrittrice Paola Butori racconterà l’origine della sua ispirazione e come la ricerca delle origini della civiltà e di alcuni archetipi mitici possa riportarci al presente, illustrando poi a grandi linee i temi (cui si ricollegano anche le poesie nella raccolta L’ATTESA), le trame e i personaggi dei suoi racconti. Queste le opere in dettaglio: FIGLIO DEL MARE, pubblicato nel febbraio 2025. Si tratta di un racconto di formazione, nel corso del quale un ragazzo straniero, anzi un “ragazzino”, come viene più volte chiamato con tono spregiativo o affettuoso a seconda delle circostanze, diventa uomo. Le esperienze che lo accompagnano in questo processo di crescita sono dolorose ma formative, ed egli non perde mai di vista la propria verità interiore. Afferma con orgoglio di essere Figlio del Mare: nel mare c’è tutto, cibo e vita; nel mare non ci sono confini da difendere, perché è apparentemente infinito; nel mare nessuno è straniero poiché tutti lo sono. E’ la voce del mare che ha insegnato a Euplio – questo il nome del protagonista – la musica che egli ama suonare sul flauto; ed anche gli ha insegnato il senso del dare piuttosto che del prendere. Proprio perché, come Euplio afferma, nel mare c’è ogni abbondanza, a lui pare strano che la gente si tenga stretto il denaro e viva per accumularlo. Pian piano si delinea l’opposizione – per dirla con Erich Fromm – tra il vivere secondo l’avere e il vivere secondo l’essere, fino allo scioglimento finale dove le due modalità di esistenza verranno a confliggere violentemente. Pur trattando di temi attuali, la storia è ambientata in un tempo arcaico, quasi mitico, come uno schermo sul quale sono proiettate atemporali problematiche esistenziali e sociali. I riferimenti al mito sono importanti – il mare stesso, con le sue creature, è mito – ma la storia si mantiene sempre nell’ambito del realismo e del credibile, non vi sono elementi soprannaturali. Amicizia, sessualità, genitorialità, innocenza, tradimento, sono alcuni dei temi trattati, come pure il tema dello sfruttamento, della violenza dell’essere umano sull’essere umano, della lealtà e dell’inganno. Su tutto aleggiano, avvolgendo l’intero racconto, le note del flauto di Euplio. LA BALLATA DELL’AMORE PERDUTO, pubblicato nel giugno 2025. Comprende due racconti, uno brevissimo e di ispirazione mitologica, che fa da introduzione al tema dell’amore perduto : ‘Syrinx’; l’altro molto più lungo, ‘Agnes delle giunchiglie’, che costituisce quindi la storia principale, ambientata nel medioevo sulle brughiere di confine tra Inghilterra del Nord e Scozia. I due racconti sono, appunto, accomunati dal tema dell’amore come perdita, quando la fisicità della persona amata si dissolve e solo i suoni della natura e del vento possono rievocarla. In questo contesto, come in ‘Figlio del Mare’, il tema della musica torna ad essere molto importante. Il volume è costruito secondo una precisa struttura. Il racconto iniziale di Syrinx orienta e ispira gli eventi, che si ripropongono, con le dovute varianti, quasi in un flusso circolare, nel secondo racconto: la scomparsa della moglie del protagonista e la partenza, il viaggio attraverso la brughiera e la nascita di un’amicizia, il castello, il canneto e il finale. E’ una struttura circolare poiché il mito si origina nel canneto e nel canneto – luogo palustre delle acque primordiali – il racconto si conclude. Rievoca il ritmo e i temi della ballata nella tradizione inglese: il dolore per la morte dell’amata, la brughiera, le montagne e le valli, tutto pervaso da un senso di dolcezza e di malinconia. Ha però nello stesso tempo dei precisi riferimenti storici e i personaggi rispondono ai ruoli sociali del periodo feudale. Personaggi che, nel corso degli eventi, hanno una loro evoluzione, sia nell’evoluzione tra di essi che nei loro “ideali”. La filosofia di vita che li sottende si rivela con particolare evidenza nella seconda parte del racconto ambientata nel castello di Fata: spirito libertario ed ecologista, fratellanza, uguaglianza, parità di genere, critica alle istituzioni autoritarie, amore per i libri e la cultura. Il finale esprime il profondo tormento del protagonista e contribuisce a sfumare il fiabesco che aleggia nel castello e nei suoi personaggi dando uno spessore più reale alla storia. MONACO E AMANTE Sottotitolato ‘studio della menzogna in un cuore sincero’, pubblicato in self-publishing con Etabeta nel febbraio 2026, è un racconto lungo, consta di 177 pagine. Ambientato al tempo della terza crociata nell’Italia centrale, tra gli Appennini e il mare, questo racconto che tratta di amicizia, di tradimento e di amore, è prima di tutto il resoconto di un viaggio spirituale tra passato, presente e futuro. La sua struttura non è né lineare né circolare, ma evoca quella di una ypsilon, un cammino che nell’andare avanti riporta all’indietro, alle origini e oltre, ponendo i personaggi di fronte a bivi dove compiere una scelta etica non sempre è facile. Per il protagonista – un crociato che si è fatto monaco ma è costretto dall’amore per l’amico in difficoltà a tornare a combattere – sarà necessario scalare una scogliera ripidissima, ma prima dovrà scendere nel ventre della terra. Inizio e fine si sfiorano, così come, nello sconvolgimento dei valori certi, si confondono tragedia e parodia del racconto cavalleresco. La menzogna non è soltanto confusione personale, ma è il riconoscimento della menzogna più antica, quella dei valori ufficiali che non esitano ad abbracciare la guerra e il conformismo morale come necessari alla stabilità sociale. La catarsi è l’Amore. Ispirato agli eremiti che abitarono un tempo le foreste e le rupi appenniniche, il racconto presenta tuttavia personaggi di pura fantasia, che nulla hanno a che vedere con quei loro antesignani, se non l’amore per l’universo intero e il disprezzo per le convenzioni. L’ATTESA È un libro di poesie curato dal poeta versiliese Giuseppe Cordoni ed arricchito con immagini dei dipinti di Lorenzo D’Angiolo, consta di circa 150 pagine. Contiene cinque sezioni e due poemetti: ‘Fin oltre il tempo’ – poesie di spiritualità; ‘Orizzonte nudo’ – poesie di denuncia; ‘Il muro prima del mare. C’è guerra ovunque’ – questa sezione tratta di guerra, di ecocidi e di genocidi del tempo presente o dimenticati; contiene anche un poemetto, ‘Con una stella in fronte’; ‘Ballate dell’amore perduto’ – poesie d’amore e di memorie; ‘Di fine estate e d’autunno’ – riflessioni sull’autunno della vita, che si concludono con un epitaffio; ‘Zingara’ – un poemetto dedicato a una delle etnie maggiormente emarginate nella nostra società, i Sinti. Partecipanti: Paola Butori, autrice, Giuseppe Cordoni, moderatore. Biografia autore Paola Butori è nata a Lucca, dove attualmente vive. Ha insegnato nelle scuole superiori di secondo grado della sua città e a Milano. Ama i viaggi e l’alpinismo. Queste attività di scoperta, unitamente all’amore per la natura selvaggia e per le diverse culture dell’umanità, l’hanno spinta a visitare non solo paesi lontani, ma anche a viaggiare nel tempo. I luoghi che più ama sono, oltre i vari angoli d’Italia, le Isole Britanniche, Creta, l’India e l’Himalaya, l’Etiopia. Nei suoi scritti si ripropone di raccontare ciò che il vento le ha suggerito durante questi e altri percorsi. Biografia moderatore: Giuseppe Cordoni è nato a Viareggio nel 1941 e vive e lavora a Pietrasanta (Lucca). Ha studiato a Pisa e a Grenoble, è laureato in Lingue e Letterature Straniere e in Lettere Moderne. Poeta, saggista e critico d’arte, ha curato numerose mostre internazionali di scultura e di pittura. La sua ultima opera poetica, Prognosi Quoad Vitam, poemetto di memoria storica e personale, che ripercorre gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, è stata pubblicata alla fine del 2025.
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